domenica 14 dicembre 2008

Interessante


Ogni volta che si parla di omogenitorialità noto sempre un gran fragore di serrande precipitosamente abbassate, come se un esercito di black-block incazzatissimi fosse appena entrato in via Montenapoleone. La chiusura intransigente è prevedibile e comprensibile fra i paladini della cosidetta "legge naturale", ma non manca mai di stupirmi quando la vedo messa in atto, e a muso duro, da molti amici gay che in proposito potrebbero avere una visione più articolata e meno manichea. Soprattutto quando, pur sorvolando sul dato meramente biologico, affermano che l'armonioso sviluppo comportamentale e psichico di un bambino non può prescindere dalla presenza di un padre e di una madre; e se anche ciò fosse possibile, i traumi relazionali e sociali a cui andrebbe sottoposto il figlio di una coppia gay sarebbero in ogni caso devastanti. Quando posso, chiedo sempre a chi la pensa così da dove derivano tali certezze; e mi sento invariabilmente rispondere: "Dal buon senso". Un po' poco per costruirsi un'opinione su una materia tanto delicata. Pensare che gli studi e le ricerche sui figli di coppie omosessuali sono ormai largamente diffusi e reperibili: ma forse Bruno Vespa e Paolo Crepet ( cito a caso) non danno loro adeguato risalto per renderli moneta corrente. Così sono sempre molto contento quando fra il muro delle serrande abbassate si apre una porticina di serena obbiettività , come questo passo pubblicato dal Corriere della Sera:

"Un'indagine, eseguita nel 1993, su bambini allevati da coppie gay e lesbiche ha mostrato che non sono meno capaci come genitori rispetto agli eterosessuali», assicura Massimo Ammaniti, psicoterapeuta e autore del saggio «Crescere con i figli» (Mondadori). «I bambini cresciuti da coppie gay non risultano di fatto diversi dagli altri. E questo vale non solo per lo sviluppo psicologico e relazionale, ma anche per l'identità e i comportamenti sessuali». Inoltre, stando a una ricerca inglese che ha studiato per 16 anni 25 figli di madri lesbiche e 21 di madri etero, si è visto che i primi avevano relazioni migliori con la partner della madre dei secondi con il compagno della madre. «Dati che rimettono in discussione molte certezze e su cui vale la pena di riflettere". (Giuseppina Manin)



6 commenti:

Poto ha detto...

La Enrichetta con i gemellini è fantastica...
D-E-L-I-Z-I-O-S-A!!

Ai Signori ("perbenisti borghesi"?) che sbandierano tanto "il buon senso", chiedo se è lo stesso che pervade anche i "sani" genitori eterosessuali a picchiare i figli, magari violentarli e/o abbandonarli.

Ora, non faccio di ogni erba un fascio (mi rendo conto che esitano veramente delle buone coppie genitoriali, nell'accezione "classica" del termine) ma ogni tanto mi chiedo, quando sento al tiggì che il tal genitore abusava del/della figlioletto/a, che lo picchiava e che lo faceva vivere di stenti se magari coppie di genitori dello stesso sesso (che vorrebbero a tutti i costi dei bambini) non sarebbero migliori di certi delinquenti.

Che poi non vengano a dirmi che i bambini con coppie di genitori omosessuali crescono "deviati".
Allora i gay di oggi che hanno genitori eterosessuali a chi devono dare la colpa?!

L'amore non conosce sesso.
Ne l'amore tra 2 persone, ne quello genitoriale.

Nessuno ci può dire con sicurezza che Ricky Martin, benchè ancora non dichiarato (ma faccia quello che vuole!!!) non sarà un padre meraviglioso e magari molto meglio di David Hasselhoff che si è fatto riprendere da sua figlia mentre ubriaco vomitava sul pavimento.

Scusate... ma non sempre "il buon senso" è la soluzione e la cosa più giusta da fare.

Mi scaldano questi discorsi, anche perchè mi rendo conto che qui da noi, al contrario del resto del mondo, siamo ancora (e ci rimarremo a luuuuungo) al Medioevo dove "qualcuno" ci dice cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.
Quando "loro" sono i primi che non sanno nemmeno cosa voglia dire "avere un figlio"...

End of the pippon

Gan ha detto...

Poto, grazie per the wonderful pippon! :-)

Asa_Ashel ha detto...

Io trovo meravigliosa la prima foto .
Soltando quando si inizierà a dare un nome a queste persone comuni , Claudio , Anna , Lorenzo , Giuseppe , Mariarosa e così via , cancellando dalla mente dei detrattori per ignoranza di quell'oscura figura dai contorni non ben definiti che è la coppia e il genitore omosessuale , solo allora si potrà parlarne con più serenità e senza sparare raffiche di buon senso senza cognizione di causa .Non si esprimeranno più opinioni su una figura immaginaria , ma su delle persone reali , quali l'amico , il vicino , il farmacista o l'impiegato delle poste . E a questo punto tutti ci penseranno due volte prima di parlare di buon senso .

Nota personale su Paolo Crepet : lo considero un perfetto imbecille , che discredita in un modo spaventoso la sua categoria professionale . Ovviamente solo Vespa e i suoi simili possono dargli credito .

ribaldo ha detto...

Quoto Poto in Toto!
(accidenti, non faccio altro che quotarti!)

Solo un piccolo desiderio: per favore, non parlate sempre di Medioevo!! Non era poi quella così brutta bestia che fa comodo raccontare a giornalisti da strapazzo, ma anche tanto alla chiesa!!
E' il CONCILIO DI TRENTO il vero spartiacque!
E qui mi fermo sennò too much pippon here!

Anonimo ha detto...

non a caso la "porticina" che citi stava sul corriere della sera, che su questi temi è molto più "laico" del suo concorrente diretto: vedi il diverso risalto con cui hanno dato la notizia della censura di brokeback mountain in tv. quanto al tema dell'omogenitorialità ho avuto un'esperienza in tal senso (il mio ex compagno ha un figlio che abbiamo cresciuto insieme per otto anni): gli ostacoli sono stati tanti, i risultati non sono io a poterli giudicare. ma men che meno chi non ne sa nulla: i preti in prima fila.

Anonimo ha detto...

@ Marcoboccaccio: che bella esperienza! Ne hai mai parlato nel tuo blog?