
mercoledì 30 settembre 2009
Telegramma

lunedì 14 settembre 2009
Amo questa donna

«I lombardi ed i veneti - ha sottolineato Bresso - sono già stati liberati dal Piemonte, ora usino la loro libertà come meglio credono. Le spinte secessionistiche sbranano il paese e basta. Nella storia può succedere di tutto, c’è stato un tempo in cui la Magna Grecia era ricca e noi eravamo solo dei montanari. In Belgio è accaduto che un tempo i valloni fossero i più ricchi, poi la situazione si è ribaltata ed ora i più ricchi sono i fiamminghi. Così è nata una rissa selvaggia nella quale si odiano tutti e questa è la ragione per cui il Belgio oggi sta esplodendo».
Green Pride



con gran profluvio di cartelli farneticanti

e di blasfemi dileggi a Santi Riti della religione Cattolica.


Source: La Stampa.it
mercoledì 9 settembre 2009
INF (imo)

Inutile dire che mi sono identificato parecchio nel risultato, ma devo ammettere che mi sono sempre identificato in tutti i risultati di tutti i test che ho fatto: da quello della zoccola, a quello del palafreno bonapartesco. Mi sa che sono un po' troppo influenzabile.
Insomma, io sarei un tipo INF:
Ecco, proprio a voler essere pignoli , non mi ritengo un tipo "calmo", malgrado le apparenze a volte possano farlo credere. E nel profilo non si fa cenno alla passionalità che magari non dò troppo a vedere, ma che caratterizza una buona parte di me.
martedì 8 settembre 2009
Quote
C’è un imperativo categorico che mi impone di essere la migliore delle persone possibili, e non importa quel che pensano gli altri… faccio di tutto per esserlo.
Magari annientandomi."
Da "la nebbia e il petrolio".
domenica 6 settembre 2009
Invidia
Sapere che Edgar si trova su quelle spiagge, e in quel paese popolato da simili aitanti giovinotti, mi fa venire un'invidia, ma un'invidia!
Comunque davvero carino questo spot! Oltre che al vacanziere Edgar, lo dedico al Maestro di vita Do Potomiento, che con infinita pazienza ed abnegazione è riuscito ad insegnarmi come pubblicare i filmati!
sabato 5 settembre 2009
Lettera dal fronte
Genitori adorati, sorelle amatissime e fratelli carissimi,martedì 1 settembre 2009
Sic volvenda dies

1) Invece di abbattersi sull'unghia del pollice destro ( che quella del sinistro ha già dato nei mesi scorsi), il martello mi ha colpito il dorso della mano, che adesso è bello gonfio ed escoriato.
Ma la scena è stata splendida, degna di Fantozzi. Io tenevo fermo il pezzo e dicevo a Ivan: "Batti!"; "Dove?" "Come dove? Batti dove ho la mano, no? ". E sbam!
2) Invece di colpirmi negli occhi o sul naso come fa di solito nel primo giorno di vendemmia, il Malefico Schizzo di Soda Caustica a questo giro ha sbagliato la mira, e mi è finito sulla sommità del cranio. Male cane, ma almeno non si vede l'ustione, vuoi mettere?
3) Altra scena bellissima è stata quando sono caduto dalla scala come in un film di Stanlio e Ollio.
La scala era bene appoggiata, ma il pavimento era sdrucciolevole. Salgo fino alla cima e naturalmente lei...swish! scivola all'indietro con me sopra. Grazie alla fortuna di cui sopra, non mi sono rotto la testa, ma ho solo battuto con la spalla destra, che adesso è indolenzita e bestemmia in quattro lingue diverse se provo ad alzare il braccio.
Insomma, un inizio fortunato e divertentissimo, da morire dal ridere! E se tanto mi dà tanto, chissà domani, le risate!
lunedì 31 agosto 2009
Degli inizi, dei santi e delle fini.

Del resto, come diceva Paolino Paperino, "la forza dei forti sta nel traversare le traversie con occhio sereno": una massima che faccio mia, e che tenterò di mettere in pratica.
"Forsan et haec olim meminisse iuvabit" : forse un giorno sarà bello ricordare anche questo.
(Però non l'ha detta Paperino, questa).
E ora via, verso nuove avventure!
giovedì 27 agosto 2009
Happy birthday!

Poichè questo giovanotto distinto lo conosco da un sacco di tempo, e poichè il farmi da tramite nei confronti di miss Marple ha permesso che si sviluppasse fra noi una sincera amicizia (ahilui, visto che per questa ragione ha dovuto più volte far fronte agli orribili abissi delle mie abiezioni) , ricordo Urbi et Orbi il suo genetliaco*. E invito quanti hanno avuto modo di conoscerlo e di apprezzarlo a volergli inviare auguri, complimenti, felicitazioni, mirallegri, presenti, guiderdoni o regalie assortite.
Io gli ho preparato una torta con le candeline, sperando la gradisca.
Auguri, carissimo A.!
*Proprio non so quanti anni compia, mi pare ventisei, o forse anche ventisette, boh!
lunedì 24 agosto 2009
Inno

Anni dopo fu la volta di Jimmy Somerville, dei Bronski Beat e della loro bella "Small town boy", poetica e rabbiosa :mamma quante lacrime per quel video straziante ma pieno di speranza!
Poi, sempre dei Bronski, fu la volta di "Why?" , che era ancora un hit quando cominciai a bazzicare le discoteche specializzate. Quando il gnappetto rasato intonava " You and me together, fighting for our love" in pista si saltava tutti, e si gridavano a squarciagola le stesse parole, magari additando il ragazzo carino a cui si faceva il filo: l'energia faceva scintille, e per un momento tutti, ma proprio tutti ci sentivamo felici ed orgogliosi di ciò che eravamo.
Lo scorso inverno ho riprovato la stessa positività, la stessa carica buona e gioiosa, lo stesso orgoglio di quei tempi, quando quella meravigliosa trasmissione di Rai 2 che ha titolo "Caterpillar" mandò QUESTA CANZONE ITALIANA. Confesso che lì per lì non credetti alle mie orecchie: mi sembrava impossibile che di questi tempi una rete di Stato potesse diffondere un testo del genere; ma nessun capo-struttura fu licenziato, nessun direttore di rete fu sostituito, nessun prelato tuonò dal pulpito", e Siamo tutti omosessuali" del gruppo Radici nel Cemento fu trasmessa a lungo, abbastanza perchè imparassi ad innamorarmene e a vedere in essa un inno rivoluzionario e dirompente nella sua semplicità, come lo fu il " ça ira" al tempo dei sanculotti o "Bandiera rossa" durante le prime lotte socialiste agli inizi del Novecento. Per dire, " Gino e l'Alfetta" di Daniele Silvestri era un piccolo capolavoro sia per la musica che per il testo, ma non aveva l'immediatezza trascinante dell'inno, come invece ha questo semplicissimo ragamuffin col testo in rima baciata ma con la forza di un grido di battaglia. Esagero?
Ascoltatela se non la ricordate o se non l'avete mai sentita, poi pensate se canzoni di questo tipo avessero la stessa notorietà e la stessa diffusione degli obbrobrii di Povia.
Ringrazio Spetteguless che proprio oggi ne ha parlato rinfrescandomi la memoria.
domenica 23 agosto 2009
Lo schifo e la rabbia


Cosa c'è di più tenero, di più inoffensivo, di più struggente, di più disarmante di due ragazzi giovani che si scambiano effusioni e baci alle quattro di notte in un parco cittadino di Roma? Eppure l'uomo che li ha scovati li ha presi a bottigliate e a coltellate, e non soddisfatto ha infierito a calci sul più malconcio dei due**. C'erano diverse altre persone a vedere: indifferenti, forse spaventate o imbarazzate. Nessuno che abbia mosso un dito, nessuno che abbia tentato di fermare il delinquente.
I ragazzi di Torino, individuati e denunciati, rischiano grosso: dal 2004 il Parlamento italiano ha emanato leggi severe che trasformano in reato penale il maltrattamento degli animali prima punito con sole sanzioni pecuniarie, aggiungendo fra l'altro le aggravanti per "futili motivi". E' giusto: una società che si definisce civile non può restare inerte davanti a barbarie del genere, nè tantomeno tollerare che vengano derubricate alla stregua di semplici "ragazzate" solo perchè la vittima era un povero riccio inoffensivo.
Il delinquente romano, individuato e denunciato a piede libero, rischia grosso: aggressione a mano armata, tentato omicidio, gravi lesioni inferte per futili motivi. Essendo tossicomane, i suoi avvocati riusciranno a dimostrare l'incapacità di intendere e di volere al momento del crimine, la non premeditazione e magari anche la reazione sicuramente eccessiva ma comprensibile agli "atti osceni in luogo pubblico" commessi dalle vittime, che in qualche modo "se la saranno andata a cercare". Se la caverà all'italiana, con una condanna di qualche annetto che gli farà fare solo qualche settimana in gattabuia, se va bene.
L'indignazione del Sindaco di Roma, che ritengo sincera, è però curiosamente a senso unico: attacca i magistrati rei, a suo dire, di aver lasciato in libertà un simile criminale ed esprime solidarietà alle vittime; ma non dice una parola sulla necessità ormai inderogabile di una legge che combatta simili comportamenti dettati da un sempre più diffuso delirio omofobico ormai disposto ad arrivare all'omicidio. E non dice niente del fatto che anche i partiti della maggioranza cui appartiene hanno rigettato fermamente le pur timide proposte finora avanzate. Fino a quando lo Stato italiano non si doterà di leggi e norme contro l'omofobia così come ha fatto da tempo contro il maltrattamento degli animali, sarà in qualche modo responsabile del sangue che purtroppo continuerà ad essere versato.
* : sulla vicenda del riccio di Torino, di cui peraltro si è parlato nelle cronache locali dei quotidiani, non sono riuscito a trovare un link.
**: sull'aggressione di Roma c'è l'imbarazzo della scelta.
martedì 18 agosto 2009
Dal vino al sangue
Amori incantevoli
Io sono un grande bevitore di vino
e cavalco gli svelti puledri,
ed amo gli alberghi graziosi,
quelli di legno e di cielo.
Fratello bevitore, leva il bicchiere
alla salute dei bei ragazzi
dal ventre piatto, la taglia fiera,
la gola dolce come l'uva matura!
Beviamo ai nostri amori incantevoli,
ai loro begli occhi irresistibili,
e che, nel suo splendore brillante,
la Bellezza si versi nelle nostre coppe.
(Abu Nuwas, Baghdad, VIII secolo d.C.)
Per così poco
Gli chiedo di fare qualcosa
"Oh no, mi vergogno" ha risposto,
"cerca qualcun altro e proponi a lui
quello che i nostri padri hanno proibito".
Gli ho detto: "Non voglio nessun altro"
"E' male" fa lui " è peccato"
e copre la sua giovane paura
con il velo di stoffa del suo pianto.
(Abu Nuwas, Baghdad, VIII secolo d.C.)
“Abbiamo resoconti medici di uomini a cui è stato incollato l’ano o che sono stati imbottiti di lassativi, cosa che comporta una morte molto dolorosa”
Tutto è partito da Baghdad ma si sta lentamente espandendo anche nelle altre città limitrofe. I delitti sono considerati delitti d’onore per mantenere integra la reputazione e cancellare il disonore delle famiglie per avere un figlio “diverso”. Ormai in Iraq, nonostante la leggi non condanni l’omosessualità, sta diventando sempre più normale uccidere i gay. E il governo tace."
lunedì 17 agosto 2009
Natascia!
Natascia fu una pop star napoletana degli anni '90 che ebbe carriera breve ma sfolgorante. Balzata in vetta alle classifiche con la hit "Sesso senza cuore", godette di grande notorietà televisiva, tanto da diventare un'ospite fissa nei programmi di maggior ascolto, spesso in veste di opinionista in contatto diretto con gli spettatori. Per capire a fondo il personaggio, basti ricordare una sua breve, icastica conversazione telefonica:Uomo al telefono: "Natascia, sono gay, ma il mio compagno mi ha lasciato per una donna..."
Natascia: " Eh, non ci sono più i ricchioni di una volta!! Adesso sono usciti troppi bisex! Bisex, non ci fate perdere tempo, jà! Pigliàte 'na decisione, o di qua, o di là!!"
La canzone si può ascoltare qui. Per maggiore completezza riporto anche il testo, che dedico ad una celeberrima blogstar bionda.
Sesso senza cuore
Quante volte ti ho aspettato, abbracciata al mio cuscino
quante volte ti ho cercato, n'copp'al tuo telefonino
(l'utente da lei chiamato non e' disponibile)
OKKEI!
(l'utente da lei chiamato e' occupato)
E MO' BAST!
Sesso senza cuore, sesso senza amore
quello che stanotte vai cercando tu, uh!
Sesso senza amore, sesso a malincuore
Sesso senza amore, non lo faccio piu' uh!
Mo' stai qua ma non mi importa, e' scoccata l'ora X
Non la apro quella porta, non concedo un altro bis
E' finito il tempo quando ti dicevo sempre OK!
Questa volta dico basta, sarei forte se vorrei!
Sesso senza amore, sesso a malincuore
Sesso senza amore, non lo faccio più uh!
Sto occupat! Uh!Uh!
e ti faccio tuh! Tuh!
Finalmente c'ho la forza, non la apro quella porta
Vabbuo' ja', trase!
Non sono io che sono omofobo, sono loro che sono froci 2

domenica 16 agosto 2009
Sedici Agosto


E' una fonte magica. Se non sai che c'è non la vedi. E se sai che c'è vuol dire che essa ti si è rivelata, ti ha chiamato e ti ha scelto. Ci si arriva scendendo una scala ripida e lunga di mattoni slabbrati e consunti, e ad ogni scalino ti lasci dietro un po' di mondo, e ti avvicini a te stesso. Quando arrivi sul breve pavimento in piano davanti alle vasche ci sei solo più tu, l'acqua verde ed immobile e l'odore lacustre e fungoso che manda. Di giorno il sole ci batte violento di fronte, e la magia ti mette paura. Bisogna andarci di notte, e da soli. Ecco, allora lei ti abbraccia e ti coccola, e tu vorresti stare lì per sempre. La chiamano Fonte Serena, ma forse il nome vero è Fonte Sirena.Sono sempre riuscito a scapparle, ma forse ho fatto male. Ogni tanto mi dico che sarebbe stato meglio restare con lei. Al suo cospetto ci ho portato due, forse tre persone in tutta la mia vita: visto che quelle persone le ritenevo l'altra metà di me stesso, credevo che la magia si estendesse anche a loro. Non fu così, evidentemente erano l'altra metà di niente, e con loro non ci fu nessun "per sempre". A volte mi chiedo se l'amore perfetto deve essere per forza fra due persone, o se non può accendersi e durare eterno e ricambiato e appagante anche per un posto, per una strada, per una collina o per una città. Per un posto dove nell'aria, nella terra, nella luce, nelle ombre senti che c'è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti, "per sempre".
E a volte penso che l'amore più perfetto, più eterno, più ricambiato e più appagante della mia vita resterà proprio quello che mi lega a questa città, e a questo posto dove lo sento palpitare con lo stesso battito del mio cuore. Ecco perché il 16 Agosto di ogni anno mi sveglio con una musica dentro, e per tutto il giorno mi inebrio di questo amore per sempre.
"...son per sempre, segnati nei cuori
di coloro che il cuor t'hanno dato"
sabato 15 agosto 2009
Io non sono omofobo, sono loro che sono froci.


Càpita sempre più spesso di ascoltare o leggere discorsi come questo: " Eh però che palle, 'sti gay! Da una parte vogliono far credere con prepotenza che la loro scelta di vita non solo è normale, ma anche da tutelare e da propagandare come cosa buona e giusta. Dall'altra frignano e si strappano i capelli quando qualcuno non la pensa come loro. Fanno le vittime, gli emarginati, i discriminati; e in nome delle persecuzioni di cui a loro dire furono oggetto in passato pretendono di zittire ogni voce che non si allinei alle loro posizioni, che non le applauda e non le sostenga. Hanno inventato questa faccenda dell'omofobia per poter disporre di un marchio infamante con cui segnare e lordare quanti si permettono di non approvare i loro comportamenti o le loro rivendicazioni. Così da perseguitati sono diventati persecutori; ritenendosi depositari dell'unica verità e pretendendo di stroncare tutte le altre , sono diventati loro i veri intolleranti ed i veri razzisti dei nostri tempi. "
Esibire un adesivo con la scritta "Io non sono gay" vuol dire sottintendere "io sono una persona normale, e posso girare a testa alta; mentre quelli che sono come non sono io meritano biasimo, disapprovazione, compatimento e scherno: io sono a posto, loro no".
I molti commercianti che all'indomani della promulgazione delle leggi razziali del 1938 si affrettarono, sua sponte, ad esporre cartelli con su scritto "Questo negozio è ariano", erano probabilmente convinti di non andare oltre alla constatazione di un dato di fatto; e certamente si sarebbero adombrati e risentiti se qualcuno avesse spiegato loro le conseguenze scatenate anche dal loro gesto. Ecco, tra "I am not gay" e "Questo negozio è ariano" non ci vedo alcuna differenza di fondo; ci vedo però la sottile, strisciante, subdola ed inconsapevole adesione ad una forma mentis da cui scaturiscono discriminazione, persecuzione e odio.
Che poi, diciamolo: gridare ad ogni piè sospinto "Io non sono gay" da parte di uno straight, a me è sempre saputo di excusatio non petita...
mercoledì 5 agosto 2009
Brividi

La veterinaria è così giovane che non riesce ancora ad esibire il distacco richiesto dalla sua professione. Sfiora la testa della povera Lisa con una breve carezza, tanto trattenuta quanto commossa. "Se vuole posso...aiutarla ad andarsene". "Soffre molto?" le chiedo. "Non avverte dolore. Ma ormai sa che è arrivato il momento. " Lisa è sdraiata sul fianco e guarda nel vuoto, ormai indifferente a tutto. La fisso negli occhi. Io e lei ci capiamo, dopo undici anni passati insieme. Lei è stata l'unica testimone delle mie lacrime più segrete. Si accorge di me, socchiude gli occhi e prova ad emettere una voce. Ne esce appena uno sfinitissimo sospiro. "No" , rispondo alla veterinaria, "No, grazie. Morirà in casa sua. Morirà da quella gatta libera e fiera che è sempre stata." Lisa la trovai io undici anni fa in fondo alla legnaia, ed era poco più di un batuffolo di pelo color caffelatte. Era con la madre, una randagia nera e irsuta e demoniaca arrivata lì da chissà dove. Quella specie di belva, dopo aver dimostrato a soffi, a ringhi e ad artigliate cos'era in grado di fare, accettò un po' di latte, poi un po' di pane e la ciotola di croccantini. Rimase lì tre giorni, sempre soffiando e ringhiando, poi al quarto sparì. E lasciò lì il batuffolino di pelo, ringhiante e soffiante pure lui, ma assai meno credibile e temibile della madre. Dopo qualche mese era diventata la padrona della casa, la tiranna delle nostre notti e dei nostri risvegli, la distruttrice delle tende e delle poltrone, ma anche la dispensatrice benefica di quel magnetismo sulfureo proprio dei gatti della sua razza. La porto via così e la metto in macchina su una vecchia coperta, non serve la gabbietta, se ne sta sempre accuciata girata sul fianco, triste. Non si lava da giorni, ha il pelo scarruffato e sciupato come erba secca in uno spartitraffico di periferia.
A casa riprende possesso della sua cuccia. Non mangia quasi più, lecca a fatica un po' di latte dalla sua ciotola. Domenica e Lunedì non si muove praticamente per tutto il giorno, incapace di vincere il torpore che la inchioda. Quando sentono di essere alla fine, i gatti cercano un ultimo nascondiglio, come se non volessero farsi scovare dalla morte. Lisa è partita per il suo ultimo viaggio Lunedì notte. Ha raspato un po' alla porta per farsi aprire, ed ha puntato decisa verso la vigna, la testa e le orecchie ben dritte, il passo sicuro e ostentatamente enfatico. Ho capito che andava a morire. Ieri sera ho poi visto per caso un nugolo di mosconi alzarsi dal fondo della legnaia. Lei era là, sdraiata su un fianco, con gli occhi chiusi e quella specie di sorriso che hanno i gatti quando si godono il sonno. Era andata a cercare il suo Omega nel punto esatto dove aveva trovato l'Alfa.

Altri brividi, ancora, questa sera: quando vedo il commento del Bardo Swift, che di quella canzone conosce il segreto, e ne è l'unico depositario.
sabato 1 agosto 2009
Mostrinostri

Si dice, ma non è provato, che i serpenti a lui soggetti gli svelino i segreti dei tesori custoditi nelle viscere della terra, e che sarebbe possibile diventare ricchissimi catturandolo e costringendolo a rivelarli. Ma ritengo questa una stampalata leggenda, perché quand'anche fosse possibile riuscire ad acchiapparlo vivo schivando il pericolo mortale del suo sguardo, è certo che non saprebbe esprimersi nella lingua degli uomini, nè questi sarebbero in grado di intendere la sua.
Salotti
E comunque non capisco quelli che blindano il blog e lo trasformano nel salotto della contessina Tumiscocci. :P
