martedì 30 giugno 2009

Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!


Lo so che non c'entra niente, ma l'ho gridato con lo stesso trasporto e con la stessa voce arrochita di Bisteccone Galeazzi ai tempi d'oro. L'ho gridato quando ho scoperto che Andreas Hofer e Luca Ragazzi hanno vinto il Nastro d'argento a Taormina per il loro film "Improvvisamente l'inverno scorso". L'ho gridato perché è una vittoria che sento un po' mia. L'ho gridato perché 'sti due mi piacciono per come sono e per cosa fanno. E l'ho gridato perché il film l'ho visto non molto tempo fa, in un momento e in una circostanza particolare di cui serbo un piacevolissimo ricordo.

lunedì 29 giugno 2009

Quadro astrale




Il Sole mi è entrato nel segno, ci rimarrà ancora per una ventina di giorni, e mi regalerà, come fa sempre, il più bel periodo dell'anno. Non mi eviterà scazzi, paturnie, imprevisti, disastri o disgrazie di varia natura e di vario genere, ma mi permetterà di affrontare tutto questo con un sorrisetto ironico ed un'alzata di spalle. Almeno così dice l'Astrologia. Ora, che la medesima sia costituita da un'immane cumulo di fregnacce lo sappiamo tutti; ma sappiamo anche che per qualche misteriosa ragione ci acchiappa. Così un'occhiatina in tralice all'Oroscopo la buttiamo sempre, anche quando c'è poco scopo e niente oro, hai visto mai che le cose dovessero migliorare.
A me però, dico la verità, dell'Oroscopo divinatorio non cale nè poco nè punto: quel che mi piace dell'Astrologia è il suo meraviglioso potere descrittivo ed affabulatorio, e la capacità di raccontare te stesso e la tua vita come se tu ne fossi lo spettatore, e non il protagonista. E' Arte, della più mirabolante : non a caso la rappresentazione che essa dà di te si chiama "Quadro astrale".
Ecco, invogliato dal genetliaco mi sono divertito a calcolare il mio. Ne è venuto fuori un pippone torrenziale, da cui mi limito ad estrarre alcuni dei passi più significativi. Lo so, lo so, sono fregnacce: però sono fregnacce che misteriosamente mi somigliano.


Sole in Cancro

I nativi del Cancro sono persone sensibili ed emotive, molto legate alle loro radici, al loro passato. Capricciosi nelle loro amicizie, si dimostrano abbastanza volubili e a volte malinconici.
Hanno un'ottima memoria, perché legati all'idea del passato; la loro ambizione non è mai sfrontata, ma piuttosto sotterranea. Essendo un segno d'acqua, necessita di movimento perché tende a ritenere i liquidi.
(Abbastanza giusto, direi)

Sole in Cancro e Ascendente in Cancro

Si accentua l'importanza dei sentimenti. L'intuizione vivace, la possibilità di rifugiarsi nel mondo dell'immaginazione, la profonda umanità rendono i nativi avvincenti, con una carica di affettuosa simpatia verso gli altri.
Sarà presente un pronunciato amore nei confronti della famiglia, la casa e, in genere, la capacità di imporsi delle mete raggiungibili con le loro sole forze.
(Anche qui, abbastanza giusto)

Sole in XII casa

Col Sole in dodicesima casa si avverte spesso il bisogno di stare da soli. Inoltre si è molto sensibili e si assorbono numerosi segnali da chi ci circonda. Anche il livello immaginativo è insolito e originale e a volte può portare una riuscita distante dai soliti schemi.
(Ok, ci hai preso)

105 Trigono Sole - Nettuno

La vostra personalità è gentile, sentimentale ed incline alle opere caritatevoli. Avete una grande immaginazione creativa, vi sentite attratti dalle arti e dal misticismo, preferendo anche la vita comoda. Siete capaci di moderare la vostra fantasia ed evitare così gli eccessi.
Buon equilibrio tra razionalità e desiderio di cambiamenti.
(A volte sono gentile come un gatto idrofobo, ma vabbè...)

62 Sestile Sole - Plutone

Questo aspetto vi dà energia emotiva e determinazione al carattere. Potete essere ostinati, amanti dei segreti e vi dedicate allo studio dei più profondi e oscuri misteri della vita. Carattere armonioso. Ricca vita interiore. Energia vitale molto equilibrata e potente.
Correlazione molto stretta fra personalità cosciente e istintualità. Avete una grande vitalità e forza di resistenza. Sentite la necessità di predominare.
Coraggio, attitudine al comando, idee rivoluzionarie.

(No comment, qui)


Luna in Bilancia

Con la Luna in Bilancia, i rapporti sociali con il prossimo rivestono una notevole importanza ed inoltre si possiede una sensibilità legata soprattutto ai valori estetici, alla ricerca sofisticata del meglio, all'esigenza di armonia.
Infatti, la volgarità non è per nulla amata.
L'aspetto e i gesti sono di solito eleganti, la propria casa è arredata con gusto e si presta spesso da punto d'incontro per eventi sociali.
( La volgarità? Tesoro, dovresti vedermi quando faccio la gara di rutti!)


Luna in IV casa

Con la Luna in questa casa, il legame con la famiglia d’origine e con il passato sono molto forti. Durante l’infanzia, la madre ricopriva un ruolo principale.
Il senso di sicurezza e di benessere è ricercato nell’ambiente domestico; la famiglia, infatti, è considerata il migliore appoggio ed il rifugio più idoneo, anche da un punto di vista interiore.

-107 Quadrato Luna - Mercurio

Tensione nervosa, incomprensioni in famiglia e tendenza a conclusioni affrettate. Avete un'acutissima percezione della verità, la vostra intelligenza è di tipo pratico.
La vostra immaginazione è discontinua e poco costruttiva. Siete suscettibili e sono possibili i contrasti con i parenti stretti.
(Aho, mettiti d'accordo! Prima dici che sono un bamboccione cocco di mammà, poi che c'ho le incomprensioni...Ma ti rendi conto? )

-424 Opposto Luna - Marte

Tensioni emotive, comportamenti impulsivi ed attriti nella vostra famiglia. Potreste avere tre tipi di atteggiamenti diversi nei confronti della vita domestica: nel primo caso, potreste essere un casalingo convinto, sempre intento a fare e disfare qualcosa: nel secondo, un "combattente sentimentale", sempre alla ricerca di uno scontro: ed infine il terzo, il vagabondo, sempre troppo inquieto per potervi creare una vera casa.
(Ecco, appunto: quel che dicevo prima)

74 Congiunto Luna - Giove

E' un aspetto con due facce: da una parte siete molto generosi, spontanei, affettuosi ed ospitali ma, dall'altra, potete essere molto esigenti (talvolta addirittura egoisti) per quanto riguarda l'affetto, l'amore, le grandi famiglie, le case lussuose, i viaggi all'estero: i più introversi si orientano verso l'esperienza religiosa e lo studio.
Avete una concezione serena della vita con eccellenti rapporti con il prossimo e con l'ambiente che vi circonda.

19 Sestile Luna - Urano

La vostra indipendenza a livello sentimentale e familiare è molto importante per voi.
Risentite delle pressioni sociali e le vostre condizioni domestiche, in cui vivete, sono spesso insolite. Avete un coerente e fattivo scambio tra dinamismo e percettività. Siete equilibrati nel portare avanti le vostre iniziative, le scelte e le decisioni.
( Non insolite: di più!)

Mercurio in Cancro

Con Mercurio in Cancro si è dotati di un'intelligenza sensibile, immaginativa, guidata da un particolare intuito, che trae esperienza dal passato.
Ci si può appassionare e farsi suggestionari da aspetti o ideali, carichi di emotività. I sentimenti e le emozioni tendono, infatti, a guidare il proprio pensiero e le proprie opinioni personali e per questi motivo queste possono essere mutevoli e facilmente influenzabili.
Di norma si possiede un buon fiuto per gli affari per tutto quel che riguarda la sfera familiare e domestica, il cibo e la casa.
(Buon fiuto per gli affari? Buahahahaha!!! Ecco, al massimo per il cibo, va!)


Mercurio in I casa

Con Mercurio in prima casa la persona ha ritmi attivi, caratterizzati da una vivacità intellettuale notevole e da un dinamismo inconsueto che lo portano ad interessarsi di tutte le novità.
Sono favoriti tutti i lavori dove si utilizzano le capacità mentali. Si possiede la capacità di analizzare analiticamente i fatti e si è molto spigliati nei discorsi.
(Si, ritmi come quelli di un bradipo iperattivo!)

-150 Quadrato Mercurio- Marte

Avete un'intelligenza forte ed energica, ma potete essere troppo litigiosi o insofferenti. A volte sposate delle grandi cause, diventando convinti riformatori e lottate contro gli abusi della società: potete diventare dei buoni giornalisti, soprattutto come inviati speciali.
(Vero. E a me la Maria Giovanna Maglie mi fa un baffo)

160 Congiunto Mercurio - Ascendente

Siete intelligenti, con riflessi rapidi e vivi. Siete preoccupati dall'ambiente che vi circonda, vi piace cambiare idea coi vostri amici, ed anche con gli estranei. Di natura aperta, siete disponibili alle esigenze degli altri.
(A parte i riflessi del bradipo, c'hai preso)

65 Trigono Mercurio - Medio Cielo

Vi piace avere le vostre idee personali sulle cose, per formarvi una opinione ed affrontare i vostri problemi. Potete definirvi un intellettuale.
(Si, come faccio coltura io non c'è nessuno)


Venere in Toro

Con Venere in Toro il sentimento che si prova nei confronti degli altri è profondo e fedele e si è inclini ad intraprendere relazioni stabili e durevoli, ricercando soprattutto il contatto e il piacere fisico.
Normalmente si è leali e onesti, ma in situazioni ambigue si può diventare molto gelosi e possessivi. Si apprezzano i beni materiali e le comodità in genere, e spesso si è interessati all’arte e al bello in generale.
(Geloso io? Possessivo io? Ma se ai miei fidanzati ho sempre messo guinzagli da due metri!)

Venere in XII casa

Si può cadere vittime dell'idealizzazione amorosa nei riguardi del partner che potrebbe influenzare in modo negativo il rapporto.
A volte si ricerca la realizzazione di un intimo desiderio di solitudine e d'autocontrollo.

-73 Quadrato Venere - Plutone

Potete amare e odiare con uguale intensità: siete riservati e nascondete le vostre passioni.
Coltivate la vostra grande immaginazione che spesso esprimete in campo artistico. La vostra sete di potere, a livello emotivo, potete sfruttarla negli affari e nell'accumulo di denaro.
( La sete di potere l'ho sempre placata al bar. Ecco dove sbagliavo!)

59 Trigono Marte - Urano

Siete molto individualisti e le vostre attività sono generalmente fuori dal comune.
(Molto, ma molto fuori dal comune. Praticamente nel comune confinante)


Giove in Bilancia

Con Giove in Bilancia, il carattere è pervaso da un forte senso di giustizia e di rispetto per gli altri. Si è portati alla vita di relazione e si ha facilità ad instaurare rapporti interpersonali.

Giove in V casa

La persona dimostra socievolezza, simpatia, fascino. In amore, pur lasciandosi coinvolgere emotivamente rimane sempre un controllo sugli istinti.
La loquacità è vivace ed esuberante: tavolta però può sfociare in una cordialità invadente.
(Ho mai detto che mi chiamano Bostik? )

Saturno in Sagittario

Con Saturno in Sagittario i propri modi di fare sono onesti, diretti e chiari. Infatti, si difendono tenacemente le proprie convinzioni morali e si possiede un forte senso della giustizia.
Si manifesta, inoltre, interesse per la filosofia, la religione ed insegnamenti spirituali superiori, nonchè per i viaggi e per tutto quello che attiene ad una cultura lontana.

Saturno in VI casa

Nell'ambito lavorativo si è molto coscienziosi e professionali anche se a volte, durante il proprio cammino professionale, si possono manifestare situazioni di scontentezza o inadattabilità.
La salute può essere esposta a disturbi psicosomatici.

Urano in II casa

Il forte intuito che si possiede permette di sfruttare al meglio le occasioni che si presentano.
Tuttavia possono accadere imprevisti, sia positivi che negativi, nel campo finanziario ed economico, ad esempio possono verificarsi improvvise forme di guadagno.
(Ecco, appunto: "possono verificarsi")

Nettuno in Scorpione

L'occulto, la danza e la musica attraggono questi individui che comprendono più il mondo della fantasia che quello terreno. Mantengono un atteggiamento introverso e quasi segreto, fino a diventare indecifrabili per gli altri. Possono anche seguire un proprio codice morale molto diverso dal consueto.
(Ballo come un orso e so suonare soltanto il citofono. E il mio codice morale è quello enunciato dalla rabelaisiana Divina Bottiglia)

Nettuno in V casa

Con Nettuno in quinta casa si ha molta fantasia e si è molto creativi.
Favorevole all'attività artistica specie per quanto riguarda la recitazione. Si potrebbero sostenere dei sacrifici per i propri figli.
(Anche questa l'ho già sentita. Riguardo ai figli, direi che non c'è pericolo)

10 Trigono Nettuno - Ascendente

Avete delle relazioni molto intense. Siete facilmente influenzabile, molto sensibile ed emotivo.
(Uffa, ancoraaaaa????)

2 Trigono Nettuno - Medio Cielo

I vostri progetti mancano di realismo e sono spesso inattendibili.
(Tutti i salmi finiscono in gloria)

venerdì 26 giugno 2009

Inovina indovinello



Indovina indovinello: quali sono le tre cose che ho in comune con questi noti personaggi?







giovedì 25 giugno 2009

'A froci!


Ha detto: "Non cambio, sono gli italiani che mi vogliono così. Mi vogliono perchè sentono che sono buono, generoso, sincero, leale..." E simpatico. Uh, tanto simpatico. Forse grazie alle sue battute fulminanti, all'ironia finissima, alla tagliente intelligenza dei suoi calembours, al tempismo della sua comicità, al suo sterminato repertorio di barzellette al fulmicotone. Insomma, sono convinto che una parte non trascurabile del suo successo e del suo carisma sia dovuta al suo trascinante sense of humor. Di cui anche oggi ha dato prova altissima. Visitando un cantiere nei pressi dell'Aquila, ha giovialmente e cameratescamente apostrofato gli operai dicendo:
""Che fate li sopra? E le donne? Siete tutti gay? La prossima volta ve le porto io le veline...".
Immagino il profluvio di risate e di applausi. Che saranno diventati un tuono al momento del commiato, quando il Nostro ha detto: "la prossima volta vi porto le minorenni...".
Non c'è niente da fare, la classe non è acqua!

(Fonte)
(Immagine)

domenica 7 giugno 2009

Principesse e giovanotti


Le principesse, si sa, sono tutte belle; ma la mia Principessa personale lo è di più. Lo è di una bellezza insieme fulgida e dolce, di quelle che emanano luce e pulviscolo d'oro, di quelle che lì per lì non te ne accorgi, ma che al secondo sguardo ti tolgono il fiato. E in più è brillante, simpatica, affabile, colta (ma quante cose sa!) , istintivamente elegante nei modi e nei gesti. Il principe consorte non è da meno, e ci mancherebbe: bellissimo pure lui, aristocratico nel tratto senza alterigia, piacevolissimo conversatore, edotto nelle Arti del Trivio e del Quadrivio. Ecco, ora si immagini un vecchio lupo spelacchiato e solitario che lascia i suoi boschi per incontrare simili teste coronate; si aggiunga che accanto ad esse doveva esserci pure la sulfurea miss Marple, e che il rendez-vous si sarebbe svolto tra i palazzi austeri e intimidenti della prima capitale d'Italia: si può capire come la povera bestia si sentisse a disagio. Miss Marple poi non è venuta, ha mandato un bigliettino di scuse affermando di aver esagerato con i cetrioli e di essersi procurata una forte infiammazione. Ma si è fatta sostituire dal giovanotto qui sotto, a quanto si è capito una sorta di segretario-confidente che l'aiuta ad amministrare i cospicui beni di cui, per altro, non fa mai cenno per paura dei cacciatori d'eredità.



Bisogna dire che la vecchia ha molto gusto, non solo estetico, nello scegliere i suoi collaboratori : il giovanotto, che da lei deve aver assorbito l'arte dell'ironia e della conversazione, malgrado l'aria da bel tenebroso si è dimostrato davvero incantevole. Quel che è bello, i tre augusti personaggi sono poi riusciti a far sentire il vecchio lupo di cui sopra del tutto a proprio agio, ammansendone le difese instintive che lo rendono scostante ed impacciato. E alla fine si è sentito un po' come Cenerentola alla festa.
Poiché il Presidente del Consiglio dice che non bisogna invadere la privacy altrui con la curiosità e con il pettegolezzo, non mi dilungo più di tanto sulla cronaca. Dico solo che a palazzo Serbelloni Mazzanti Viendalmare, dov'era prevista la cena, la servitù stolida non ha riconosciuto le teste coronate, rifiutando l'ospitalità. Altri, in un frangente del genere, avrebbero scatenato l'inferno al grido di "Lei non sa chi sono io!": ma il principame s'è limitato ad una bella risata, ed ha preferito tuffarsi nella Torino vera delle osterie affollate e caciarone e dei localini trendy ed arcobalenati.
Poi tutti gli incantesimi finiscono, le carrozze si ritrasformano fatalmente in zucche e i cavalli in sorci. Gli incantesimi finiscono, ma la magia di quelle emozioni e di quei momenti, per fortuna, resta per sempre.

lunedì 25 maggio 2009

Compleanno


Ho una pessima memoria per gli anniversari, e mi ero completamente dimenticato che questo blog nacque il 21 Maggio di un anno fa. Passata la festa, si dice, gabbato lo santo; e parlarne non avrebbe più molto senso. Ma insomma, povero il mio blogghino trascurato, se non gli faccio gli auguri io che ne sono il parente più stretto, allora chi? E se non lo ringrazio io per tutte le cose belle che mi ha dato, per tutte le persone meravigliose che mi ha fatto conoscere, o ritrovare o riscoprire, per tutte le lacrime che mi ha asciugato, per tutti i sorrisi che mi ha regalato, per gli idilli, per gli incanti, per gli amori, per i sogni, per i dolori, per i voli, per le cadute, per la vita...allora chi?


Pensare che cominciò tutto così, quasi per scherzo, con l'atteggiamento sarcastico di chi dice: "Massì, proviamo, sono fregnacce e non servono a un cazzo, ma male non fanno".
Cominciò con queste parole:


"Mi sa che ci siamo cascati, Bob: quei maledetti musi rossi ci hanno fregato. Lo diceva sempre il vecchio Athanasius: "Figliolo, quando vedi qualcuno che va in giro con delle penne di tacchino sulla capoccia non fidarti mai: non può essere una persona seria". Bob, amico mio, però promettimi che non mi lascerai cadere vivo nelle mani di quegli scotennatori: almeno non oggi che ho speso una fortuna dal parrucchiere per farmi le mèches."


Per la cronaca: il Bob del vaniloquio era colui che vinse il mio scetticismo nei confronti di questa forma d'espressione. Bob c'era prima che cominciassi, è diventato altro rispetto a ciò che era un anno fa, ma grossomodo ( Bob, disgraziato, mi senti? Smettila di infradiciarti nei saloon e manda un telegramma al vecchio!) c'è ancora.

domenica 24 maggio 2009

Rudi uomini dei campi


Appartenendo alla categoria, non posso che esprimere soddisfazione ogni qual volta la medesima viene rappresentata in modi non canonici. Siamo rudi uomini dei campi, è vero; ma cribbio, essere rudi uomini dei campi non vuol dire essere necessariamente bruti semi-selvatici e privi di ogni forma di grazia. Il rude uomo dei campi della foto dimostra il contrario, e allude anche alle dolcezze di cui siamo capaci. Insomma, le caprette ci fanno "Ciao!".

Fonte: La Repubblica

venerdì 15 maggio 2009

Votate, votate, votate!




"Improvvisamente l'inverno scorso" è un film-documentario che dovrebbero conoscere tutti. E che secondo me andrebbe proiettato nelle scuole e nelle parrocchie. Scopro da Queerblog che è candidato al premio "Ciack d'oro 2009" , e che lo si può votare semplicemente inviando una mail all'organizzazione. Ecco, io lo farò, e spero lo facciano in tanti. Luca Ragazzi e Gustav Hofer, gli autori-protagonisti, li ho sentiti qualche settimana fa ad una trasmissione radiofonica condotta da Dario Vergassola e David Riondino ( "Vasco de Gama", Radio2) , e li ho trovati semplicemente adorabili. Ma voto perchè c'è la possibilità di vincere un week-end a Roma, mica per altro.
E dato che sono fortunatissimo al gioco, invito marcoboccaccio, Fabio-Fireman, er Pupone e tutti gli altri quiriti amici miei a tenere in caldo la pajata, la coda alla vaccinara e i carciofi alla giudia, che arrivo presto e con molto appetito.

mercoledì 13 maggio 2009

Repetita iuvant


Torna e prendimi

Ritorna spesso e prendimi,
o sensazione amata,
ritorna e prendimi,
quando si ridesta viva la memoria
del corpo, e l'antico desiderio
di nuovo si versa nel sangue,
quando le labbra e la pelle ricordano, e la carne,
e le mani come se ancora toccassero.
Ritorna ancora e prendimi, la notte,
quando le labbra ricordano, e la carne…



L'avevo già postata tanto tempo fa, agli albori di questo blog. Ed eccola, di nuovo attuale.

E insomma


E insomma. E che cazzo. Lo squalo è sempre lì a farmi paura, e ad impedirmi di prendere il largo.
Ma non voglio continuare a battere i denti su quella panchina gelata, col bavero rialzato e la barba lunga. Vivere è dignità e bellezza, e io non voglio continuare a morire. Questo blog mi ha aiutato a vivere. Tutti quelli che sono passati di qui regalandomi dignità e bellezza mi hanno aiutato a vivere. Mi faccio la barba. Mi scrollo la neve di dosso. E mi butto nell'acqua ad affrontare lo squalo. Mal che vada mi mangia.





E dato che non riuscirò mai a diventare principe, tanto vale mi alleni a diventare un rospo coi fiocchi!



mercoledì 15 aprile 2009

Bellezze al bagno



Il nuoto sincronizzato è ritenuto da sempre quintessenza della grazia e dell'eleganza femminile, e anche uno dei suoi inviolabili santuari, di cui l'intramontabile Esther Williams resta a tutt'oggi la vestale perfetta ed insuperata. Così mi ha sorpreso un po' scoprire che tale supposizione è ormai del tutto superata, e che da tempo esiste anche il nuoto sincronizzato maschile, dove la grazia e l'eleganza continuano a regnare, sia pure interpretate, rivedute e corrette. La notizia l'ho appresa da qui, e sono rimasto colpito in ugual misura sia dal filmato che dai commenti all'articolo, che invito a leggere. Come al solito qualcuno dice trattarsi di uno "sport da ricchioni", qualcun'altro lo trova ridicolo, qualcun'altro ancora dice che certe cose devono essere riservate solo alle donne. Questione di punti di vista, e anche, come al solito, di abbondanti dosi di burinaggine mentale.
Io sarò bacato e di parte, ma lo trovo un bellissimo sport; e la mia convinzione si è ulteriormente rafforzata dopo aver visto questi filmati
ed aver saputo che l'ideatore ed il coordinatore della prima squadra di nuoto sincronizzato maschile è Gianmario Felicetti!


giovedì 9 aprile 2009

Buona Pasqua!


Alle resurrezioni, da un po' di tempo in qua, non ci credo più molto. Anche se devo ammettere che il mio scetticismo deriva in gran parte dalla mia disastrata autobiografia. Ma la Pasqua, prima di essere Pasqua, è Pesach. Che vuol dire "passerò oltre", ed ha dentro di se i sacrifici e le fatiche dell'esodo, ma anche la premessa e la speranza della liberazione. Anch'io passerò oltre, o almeno ci proverò. Domattina parto presto e mi spingerò a raggiungere Il-ha-Gwilen, tra Aodou-an-Arvor e Penn-ar-Bed, dove la terra finisce. Per cinque giorni cercherò di dimenticarmi e di perdermi fra pioggerelle insistenti ma benefiche, ostriche, formaggi mefitici ma paradisiaci, sidro e querce ancora coperte di vischio. Ci vado volentieri, questa volta, come spinto da un barlume allegro di cupio dissolvi ( e sorvolo sul significato che la parola cupio ha nel mio idioma natio, chi ha orecchi per intendere etc. etc.) .
Passando a cose più serie, mi sarebbe piaciuto lasciare auguri personali a tutti gli amici, senza dimenticare nessuno. Beh, manco a dirlo, sono riuscito a farlo solo con due. I preparativi, signora mia. Così devo ripiegare sui soliti auguri collettivi, che fanno fine e soprattutto non impegnano.
Che la Pasqua sia passaggio verso la felicità per tutti voi.
Non potendo certo rinunciare all'uovo di Pasqua, in apertura ve ne regalo uno particolarmente in tema, oltretutto semplice semplice e senza fronzoli. Per quanti invece preferiscono l'uomo di Pasqua, ricordo che comunque la tradizione pretende sia rigorosamente di cioccolato. Come quello qui sotto, per esempio.


mercoledì 8 aprile 2009

Crolli, nausee e speranze



Non bastavano i miei crolli interiori, ci voleva anche il terremoto in Abruzzo. Da giovane vissi quelli del Friuli e dell'Irpinia. La televisione che li raccontava era ancora in bianco e nero, ma c'erano già Bruno Vespa ed Emilio Fede, che all'epoca leggevano asciutti comunicati senza bisogno di versare lacrime untuose su orsacchiotti di pelouche, nè di dire che il suono delle campane, responsabile di devastanti e pericolosissime vibrazioni in chiese già semidistrutte, "è un segno di vita e di speranza". All'epoca il mio mondo era ancora piccolo e sguarnito, la Carnia e l'Irpinia erano ancora mere espressioni geografiche. Non c'era nemmeno la Protezione Civile, e stringeva il cuore vedere quella povera gente annichilita raschiare macerie con picconi e badili, in attesa che il resto d'Italia si accorgesse di loro. Non c'era nemmeno Radio Maria che vomitava farneticazioni come quella di ieri: "Dio ha concesso agli abitanti abruzzesi di poter partecipare con Lui alla sofferenza della Sua Passione durante la Settimana Santa. Dobbiamo solo ringraziarlo!" Poi il mio mondo s'è fatto sempre più esteso e affollato. E mi sono accorto Lunedì sera, di portarmi dentro tanto di quell'Abruzzo che quasi non me ne rendevo più conto. Un Abruzzo fatto di volti e di voci, di sensazioni e di ricordi, di immagini e di suggestioni, di sapori e di emozioni. E mi sono reso conto, Lunedì sera, che un po' di terremoto è toccato anche a me. Con quel po' di nausea provocata dalla stucchevole, martellante retorica che gronda da quasi tutti i mezzi d'informazione, così stridente se contrapposta alla dignità dei terremotati. Con quel po' di rabbia nel vedere il generale "volemose bbene" mediante il quale la classe politica del Paese, a qualsiasi colore appartenga, assolve magnanimamente se stessa da eventuali responsabilità passate, presenti e future. Con quel po' di incredulità che mi viene nel rendermi conto che il futuro di quelle terre martoriate e bellissime è affidato a palazzinari senza scrupoli che già vaneggiano di "new towns", e meditano di affidare i principali cantieri della ricostruzione alle Province italiane, le stesse che il Brunetta dei Ricchi e Poveri fra qualche settimana si appresta a svuotare di ogni competenza istituzionale ed amministrativa.
Con quel magone straziante nell'apprendere che il meraviglioso borgo di Santo Stefano di Sessanio, che ebbi la fortuna di visitare tempo fa, e di cui bisogna assolutamente conoscere la storia recente ha perso la bella torre medievale e parte dell'antica chiesa che mi incantarono.






Ma anche con la gioia di sapere che i recenti restauri condotti da quella specie di Parsifal che è Daniele Elow Kihlgren non solo hanno permesso di recuperare in modo impeccabile e rivitalizzare buona parte del borgo, ma hanno resistito benissimo al sisma che a pochi chilometri da qui ha fatto tabula rasa di altri più sfortunati paesi.
Ecco, una notizia così è una luce flebile come quella della candela che regge Daniele nella foto qui sotto. Ma è pur sempre una luce. Vorrei fosse quella ad illuminare il futuro dell'Aquila, e non il cerone e la brillantina dei palazzinari.






venerdì 3 aprile 2009

Enetoi




Un buco nero di quindi giorni è quello che separa il mio ritorno dalla Francia e la partenza di domani mattina. Si, mi sono chiuso come il riccio del post precedente, e inorridisco se penso a come di colpo ho dovuto fare i conti con questa parte di me, con questo detestabile me stesso che però la fa ancora da padrone, e a cui cerco di ribellarmi con troppo poca determinazione. Velleitariamente cerco almeno di non dargliela vinta del tutto, e cerco, scrivendo, di ritrovare almeno un barlume di quella serenità e di quella normalità che di colpo mi sono venute a mancare, e che temo di non poter più avere per chissà quanto tempo.
La ragione è presto spiegata: leggendo i commenti al riccio mi sono reso conto di quanto mi costerebbe rinunciare ai piccoli affetti virtuali che grazie a questo blog mi hanno corroborato; e di quanto sarebbe doloroso smarrire i legami pur sommessi e rarefatti che in qualche modo misterioso mi avvincono a persone meravigliose, facendomele brillare in questo momento come stelle nella mia interiore caligine. Non ho che questo rudimentale e povero mezzo, per contemplarne la luce. Sarebbe quasi un suicidio se vi rinunciassi.
Riparto, dicevo, verso la terra degli Enetoi discendenti di Antenore. Hanno bei cavalli, alta statura ed occhi azzurri e verdi. Fra loro vi sono alcune delle stelle di cui parlavo prima, e saperle materialmente vicine e non poterle incontrare è un altro motivo di dispiacere. Incontrerò la stella che brilla più di ogni altra, questo si, e con lui cercherò di tenere a bada i cavalli di Diomede che terribili imperversano in quelle terre.



martedì 31 marzo 2009

Senza parole

giovedì 12 marzo 2009

Si riparte


"Ai francesi insomma piace il buon vino, e non c'è da meravigliarsi "perché il vino dà gioia a Dio e agli uomini" come si legge in Giudici 9. Infatti il vino "allieta il cuore dell'uomo, e mette l'anima in baldanza e giocondità, e fa dimenticare tristezze e debiti, e ci fa sentire ricchi; e fa dimenticare re e magistrati e rende manifesto ogni segreto." E veramente i francesi hanno la grande passione di vuotare i bicchieri. Per questo soffrono di flussioni agli occhi, e per il troppo vino hanno occhi rossi e storti e cisposi e cerpellini. E al mattino presto, snebbiata la mente dai fumi della sbronza, con gli occhi conciati a quel modo vanno dal prete che ha celebrato messa, e lo pregano di versargli sugli occhi un po' dell'acqua che gli è servita per l'abluzione rituale delle mani. E a quelli diceva a Provins frà Bartolomeo Guiscolo da Parma, come più volte io sentii: " Alé! Ke malonta ve don Dé! Mettì de l'aighe in le vins, non in lis ocli!" Che significa : "Andate! Che Dio vi mandi il malanno! Mettete dell'acqua nel vino, e non negli occhi!"

Salimbene de Adam, "Cronica" , seconda metà del XIII secolo


Si riparte, e ancora una volta si va in ultramontanis partibus, per vedere di approfittare della grande sete dei francesi, che amano vuotare bicchieri come ai tempi di frà Salimbene.
Contariamente ad allora, i loro occhi si sono fatti belli, e fissano con fiducia, simpatia ed un pizzico di curiosità le petit vigneron italien (petit, sia chiaro, non in senso anagrafico nè altimetrico) che attraversa le Alpi per far assaggiare loro il frutto delle sue fatiche. Sarà una faticaccia, ma vedrò posti bellissimi e incontrerò gente simpatica. Vi penserò tutti, e un po' mi mancherete.
Bisous.

mercoledì 11 marzo 2009

Qui si lavora, e poche balle!




Di buono c'è che il ferreo regime quaresimale mi sta asciugando e levigando meglio delle creme miracolose di Wanna Marchi (a proposito, impareggiabile il siparietto lacrimoso della figlia Stefania al TG1 delle 20!) .
Di cattivo...tutto il resto. No, niente disgrazie, o cataclismi o sciagure. Solo l'improvvisa ed imprevista escalation di un lavoro sempre più incasinato, e di impegni sempre più pressanti.
Così arrivi alla sera e dici "O cazzo, è già sera", e ti rendi conto che avresti ancora un sacco di cose da fare e da sistemare, e al tempo stesso vorresti prendere un po' di tempo per te, per il tuo amore triste, per gli amici più cari che ormai ti danno per morto, sepolto e decomposto, per questa vita parallela di sentimenti e di affetti non meno importante e di sicuro più vivificante dell'altra, ma che ha bisogno di un minimo di dedizione e di cure anche lei, porella, sennò avvizzisce e secca. E alla fine quel poco che riesci a fare lo fai di corsa, malamente e sgraziatamente, e spesso, come dicono i veneti, il "tacòn" risulta peggiore del "buso".
Dice il saggio: "Se c'è rimedio perché t'incazzi? E se non c'è, perché t'incazzi?" Ma no, caro saggio, io mica m'incazzo! Mi addoloro soltanto, nel contemplare le mie esistenze che rotolano via così, inafferrabili come le goccioline di mercurio di un termometro rotto, senza che possa alzare un solo dito per tentare di trattenerne almeno una.
Pensare che da piccolo sognavo di fare il muratore. Sarei stato ancora più bravo di quello qui sotto.


domenica 8 marzo 2009

Il ragazzino che non giocava con le bambole


Avrò avuto otto anni quando mi innamorai di Mowgli. Si, proprio quello del Libro della giungla. La maestra ci portò a vedere il film giù in paese: una volta l'anno ci regalava una botta di vita e ci accompagnava al cinema. Io non sapevo ancora cosa volesse dire innamorarsi, ma capii perfettamente che quel pupazzetto animato era la parte mancante di me, in tutto e per tutto. E lo chiamai a diventare quella parte. Per un po' pensai si trattasse di un semplice amico immaginario: all'epoca leggevo molto, e mi ero convinto che avere amici immaginari fosse una cosa abbastanza frequente, almeno alla mia età. Poi però mi accorsi che la sola fantasia non bastava più; che sognavo occhi da fissare, voce da ascoltare, guance da carezzare, membra da abbracciare. E che tutto ciò non potesse essere di altri se non di Mowgli. Così, con l'ingenuità ed il candore dell'infanzia, quell'anno nella mia letterina a Babbo Natale chiesi un bambolotto con le sembianze del mio amato. Senza peraltro spiegargli le vere ragioni della mia richiesta, che immaginavo, lui onnisciente, conoscesse benissimo. Come d'abitudine mia mamma pretese di esaminare la lettera prima di chiuderla nella busta "per vedere se ci sono errori d'ortografia". Fece una faccia strana, come sorpresa, ma mi sorrise subito mentre diceva: " Vedi, bambole e bambolotti sono cose da femmine, e Babbo Natale è molto attento nel non fare confusione. Sarebbe meglio chiedergli qualcos'altro, per evitare il rischio che alla fine non ti porti niente". Avrei voluto obiettare che io non pretendevo nè Cicciobello nè Lavalavaleria come avevano chiesto le mie sorelle; non cercavo un giocattolo, cercavo Mowgli, o almeno un suo surrogato che in qualche modo fosse materia in grado di dare un minimo di corpo e di tangibilità ai miei sogni. Ma mi resi conto di quanto sarebbe stato difficile spiegarle un concetto che io stesso avevo difficoltà a capire, e lasciai perdere. A Babbo Natale scrissi: "Ho cercato di essere un bravo bambino, per quanto ho potuto. Tu del resto mi conosci, quindi sai quali sono i regali migliori per me. Qualsiasi cosa andrà benissimo". Avevo voglia di piangere quando la mattina di Natale scartai la Pussy22 ,
che a dispetto del nome civettuolo era l'inquietante, perfetta riproduzione di una Luger tedesca della seconda guerra mondiale. Una ferraglia nemmeno utilizzabile per giocare ai cowboy con gli amici, visto il clamoroso anacronismo e considerato che io volevo sempre fare la parte dell'indiano. Ricacciai le lacrime in gola, sparacchiai un paio di colpi per far felice mio padre ( lui sì che ci avrebbe giocato!) poi non la guardai mai più, lasciandola arrugginire in un cassetto.
Capii che i sogni non vengono mai esauditi dall'alto, ma che vanno coltivati con pazienza e sacrificio, senza sperare nemmeno un istante nella loro possibile realizzazione, ma senza per questo rinunciarci. Imparai a costruirmi arco e frecce, poi lancia e scudo; e seminai il terrore fra il Little Big Horn e le Rocky Mountains. A Mowgli dissi addio qualche mese dopo, giurando che l'avrei avuto per sempre nel cuore, ma spiegandogli perché quel nostro strano rapporto non avrebbe potuto continuare. Un po' vigliaccamente non gli dissi che avevo messo gli occhi su Telemaco, il ricciuto figlio di Ulisse nell'Odissea trasmessa in tivù. Telemaco aveva labbra carnose, sguardo perennemente corrucciato e indossava minituniche vertiginose. Era molto più grande di me, ma vederlo mi faceva vibrare lo stomaco in un modo mai provato prima.
Perché racconto queste cose? Perché ho scoperto questo filmato dei Sigur Ros, "Viorar vel til loftarasa" . La musica non mi dice nulla ; ma la storia struggente di bambolotti, di ragazzini e di destini, come al solito, ha acceso la miccia collegata alla santabarbara dei miei ricordi . BOOM!

lunedì 2 marzo 2009

Un tiramisù, grazie!


La bellezza ha sempre un effetto rasserenante, confortante ed euforizzante; almeno quando non è eccessivamente conturbante e non crea ansie o frustrazioni. Per iniziare una settimana difficilissima mi rassereno, mi conforto e mi euforizzo con la bellezza acqua e sapone di Ivan Olita, ventunenne modello italo-russo che, a quanto dicono, unisce ad un'innegabile avvenenza anche altre doti non comuni.



sabato 28 febbraio 2009

Mementos (Ricordi gusto menta)


E' sempre un po' triste che certi capolavori musicali siano sottratti all'oblio e conoscano una nuova stagione di popolarità e di fama solo grazie a qualche réclame pubblicitaria di dubbio gusto; eppure negli ultimi anni succede spesso. In questi giorni, per esempio, impazza lo spot della Mentos, e sono in molti a chiedermi: "dì, ma di chi è quel magnifico pezzo del tale che fa girare la squinzia come un mulino a vento?". Perché si, diciamolo: è solo grazie alla colonna sonora che lo spot "buca il video" e si fa ricordare: basti confrontare la versione spagnola e la sua musichetta banolotta con quella italo-anglosassone. Nel primo caso brilla in tutta la sua imbarazzante pochezza, e non basta il bellone nè il mulinello della squinzia a renderlo degno di attenzione.
Signore e signori, la canzone misteriosa e salvifica è la straordinaria " Piece of my heart", dell'altrettanto leggendaria Janis Joplin, di cui vediamo una diapositiva:

Se non sapete chi è andate a cercare su Google, insomma, potrò mica fare sempre tutto io, no? Se lo sapete, allora sappiate anche che, sebbene la conobbi post mortem ( la poveretta fu stroncata da un'overdose nel 1970, a soli 27 anni) ne fui a lungo un appassionato estimatore, anche perchè ci accomunava la passione per il Blues e per il Southern Comfort, nonché l'incapacità cronica di affrontare di petto le nostre rispettive esistenze. Grande, grande, grande.
A titolo di curiosità, invito anche ad ascoltare la versione che ne fecero i New York Dolls. Come sarebbe a dire chi erano i New York Dolls? Negli anni '70 erano una delle band più sciamannate, oltraggiose, trasgressive e sporche dell'universo rock. Qui sotto si può vedere come andavano in giro acchittati quando erano in vena di sobrietà: roba che se si presentassero oggi al Gay Pride conciati così sarebbero scacciati a frustate perfino dalle trans brasiliane.


Ah, se qualcuno salta su col fatto che assomigliano ai Cugini di campagna gli spezzo le braccine. E poi non ditemi che non vi avevo avvertiti.