domenica 6 febbraio 2011

Impero basso



Non è una novità che l'Italia degli ultimi decenni assomigli sempre più all'impero romano della decadenza, con un ceto dirigente che si avvoltola protervo nel fango della corruzione, della dissolutezza e del vizio, e con un popolo che, lungi dal contrastarlo e dal richiamarlo all'ordine, in gran parte lo legittima adottandone con entusiasmo i suoi disvalori, le sue sordidezze e le sue nequizie, privo di altri slanci e altri ideali che non siano il soddisfacimento dei propri istinti più bassi e la tacitazione delle proprie più irrazionali paure.
Immobilizzato in casa da una fastidiosa influenza, in questi giorni sono andato a rileggermi gli Epigrammi di Marziale, che del " basso impero" romano fu uno dei più spietati e feroci fustigatori. Lo avevo letto tantissimi anni fa, e all'epoca mi sembrava una cosa impossibile che una società potesse ancora raggiungere simili livelli di degrado: ero giovane e ingenuo, e mi sbagliavo. A quei tempi lessi una versione edulcorata e purgata; solo molto più tardi scoprii il Marziale sboccato e pornografico, ed il mondo torbido e vischioso delle crapule e delle sfrenatezze sessuali sfacciatamente esibite, di cui, criticandole, se ne faceva inconsapevole cantore. Riporto alcuni epigrammi di argomento crudamente omosessuale, che andrebbero fatti leggere a chi rimpiange i bei tempi antichi quando "certe schifezze non esistevano"; e che dimostrano come da duemila anni a questa parte non si sia più inventato niente.
Tenete lontani i bambini!










Telesina per moglie non la voglio,
perché è puttana. Però la dà ai ragazzi.
Se ci sono i ragazzi, allora la voglio!

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Se alle terme, o Flacco, sentirai
un lungo applauso, sappi che in quel luogo
il cazzo di Marone ha fatto ingresso.

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Eri ricco, una volta, ed inculavi
i ragazzi; nè conoscesti donna per gran tempo.
Ora che un soldo non hai, vai con le vecchie.
E' la miseria, che ti fa chiavare.


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Vacerra, sei un bugiardo ed un infame
calunniatore; vivi di frodi e traffici;
succhi i cazzi e sei pure consulente
di teatro. E non hai soldi, e questo è strano.


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Vedi, o Deciano, quell'uomo
dai capelli arruffati,
del quale temi il sopracciglio severo,
che sempre cita gli eroici Curii
e i difensori Camilli?
L'austero suo aspetto non ti inganni:
ieri era donna.

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Sessanta ne hai, fra ragazzi e ragazze,
e un cazzo solo, e flaccido. Come farai?


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Al tuo amichetto fa male il cazzo
e a te il culo, o Nevolo.
Non sono un veggente, ma so il perché.


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Hai venduto, o Labieno, tre poderi.
Hai comprato, o Labieno, tre bei culi.
Ti inculi, o Labieno, tre poderi!

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E petto, e gambe, e braccia depilate,
o Labieno, tu offri alla tua amica, e tosi
senza pietà (lo sanno tutti, ormai)
il pelame al tuo cazzo circonciso.
Ma il culo ben rasato, a chi lo dai?

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A farti fare il culo tu ci godi,
Pàpilo, ma poi piangi. Ti lamenti
d'aver ciò che volevi, e il rimorso
dell'oscena voglia ti prende?
O invece non sei sazio, e perciò piangi?




Non ti biasimo per le notti che passi,
o Gauro, a ubriacarti: lo faceva anche Catone.
Per i versi che scrivi in sprezzo ad Apollo
ed alle Muse: imiti Cicerone.
E copi Antonio quando vomiti, e Apicio
ogni volta che ti riempi di cibo.
Ma quando succhi il cazzo, a chi ti ispiri?

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Nàsica il pazzo abbranca il servo di Eucto,
l'alienista, e se lo incula. Ma allora non è pazzo!

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Afro, duro fra i maschi, ha preso in moglie
il barbuto Callistrato, con rito uguale a quello
che ogni vergine lega al marito. Guizzarono torce,
era velata la sposa, a Talasso
s'elevarono gli inni. La dote
era già stabilita. Non ti sembra, o Roma,
che sia normale questa coppia?
O pretendi pure che ti faccia un figlio?








7 commenti:

marcoboh ha detto...

non c'è che dire, niente da invidiare ai filmati di youporn o xtube...
né alle vicende di questi giorni...

telegiornale dei sogni ha detto...

Noi abbiamo aperto un sito davvero poco porno. Se vuoi fare un salto fuori dalla realtà vieni a trovarci.

luce ha detto...

La storia è piena di corsi e ricorsi, sarà banale ma è la verità, forse perchè gli uomini,dentro, sono sempre tutti uguali.

Bellissimi i versi, anche se io cnosco anche quelli dell'Aretino che sono stupendi!

Sempre bello leggerti e spero che l'influenza sia passata.

ps ot: se ti vuoi fare due risate da basso impero, vai su Youtube e clicca "the arcore's night",geniale trasposizione musicale dei festini tra amici dell'Imperatore.

Alexis Colby ha detto...

Ne ricordo anche di più osceni, ma non starò ovviamente a citarli: rallegravano i miei studi liceali degli autori latini! :-)

Devo dire, però, che mi ha sorpreso apprendere che nei tuoi periodi di otium ti concedi codeste letture. T'avrei immaginato... non so... a leggere Flaubert?! :-))

Gan ha detto...

@ Marcoboh: ma alla fine Marziale era poi il D'Agostino dell'epoca. Solo che al contrario del nostro non le mandava a dire!

@ TGsogni: carino il vostro blog!

@ Luce: e ti pare che non l'avessi già visto, The Arcore's nights? ;-)
L'Aretino piace un sacco anche a me, ma rispetto a Marziale mi sembra decisamente più edulcorato e controllato.

@ Alexis: Madame Bovary c'est pas moi.
Chi vuole farmi suo deve leggermi Petronio. Chi vuole farmi suo, ma per sempre, deve leggermi Dino Compagni.

sam ha detto...

Diciamo che, tra le altre cose, erano probabilmente meno moralisti di oggi.

Suor Francis Beaverhausen ha detto...

Ma che PORCO! Intendo Marziale, soprattutto... Mi fa molto ridere pensare ad Alexis che si ricorda i poeti latini, non ce la vedo proprio!