lunedì 29 settembre 2008

Pausa


Eppure sono bei giorni. Fa freddo, si: ma la luce è polverosa e sgranata come in un dagherrotipo, e basta niente perché si carichi di paludamenti ocra e terrosi che il verde ormai morente delle vigne non riesce più a controbilanciare. Abbiamo finito le uve bianche e quelle rosse precoci, e come al solito sospendiamo per un po' di tempo prima di passare alle tardive. Nelle annate calde e siccitose la pausa è brevissima; adesso invece non ci mettiamo fretta. Annusiamo il vento, osserviamo la luna, studiamo i segni della terra, delle ombre e degli animali: il bel tempo durerà.
Sono giorni estenuati e un po' tristi come un post-coitum: non ti permettono ancora di tornare alla normalità, ma ti lasciano dentro come un larvato senso di insoddisfazione e di vuoto. Mi accorgo di aver voglia di letargo. Nel cavo del mio albero ho accumulato una buona provvista di ricordi felici che potrò sgranocchiare in santa pace, e che, se sarò giudizioso, mi potranno bastare per tanto, tanto tempo. L'anima ormai dovrebbe aver messo su la folta pelliccia invernale, che mi permetterà di sopportare agevolmente i rigori del freddo più intenso. E le mie vicissitudini antiche e recenti saranno la chiusura che sigillerà la mia tana.
Buio.
Tepore.
Silenzio.
Dormire.

PS: l'inevitabile colonna sonora per questi giorni.

6 commenti:

Asa_Ashel ha detto...

Leggerti e ritrovarmi nelle tue parole , nelle sfumature emotive che evocano , scoprire che usiamo le stesse metafore per esprimere una parte di noi , il desiderio di letargo e di tana accogliente dove ritirarci e poi quella foto ...
ho sempre fatto molta fatica ad addormentarmi , come se non sopportassi l'idea di lasciare andare il giorno che si sta chiudendo , così a volte mi immagino come un ghiro o uno scoiattolo che pisola beatamente nel tronco cavo di un albero .
Lo so , è un po' infantile la scena ma a volte funziona e mi addormento .
Ti capisco anche quando parli di quei frutti da sgranocchiare preservati nella dispensa dei tuoi ricordi , ma non posso fare a meno di ricordare una frase tratta dal libro "il Signore degli Anelli" di J.R.R. Tolkien che un po' ,forse, ti farà male .
" La memoria non può appagare i desideri del cuore . Essa è solo uno specchio ".

ribaldo ha detto...

"io voglio, io voglio adagiarmi in un tedio che duri infinito"
G.Carducci

Grazie, Gan, di essere tornato.
Smorzo la mia lampada, apro un Libro Magico di poesie e aspetto il momento in cui il tuo animo, pacificato dal respiro più lento e dal dilatarsi del tempo, si aprirà al mondo con occhi tranquilli, senza ansie...
Buonanotte

Omoeros ha detto...

Stringiamoci tutti ed affrontiamo l'inverno

Lovestoned ha detto...

come al solito complimenti, gan...

... non succede molto spesso di vedere espressi con un vocabolario simile i pensieri della vita (più o meno) quotidiana... te lo avevo già detto, ma tu riesci a trasformare in poesia il più semplice dei concetti, sei bravissimo... e mi riconosco quasi sempre non solo in quello che esprimi, ma anche nel modo in cui lo esprimi (che sia un pizzico di invidia?!?)

contento di risentirti, a presto!!!!!

creek ha detto...

Da te avete quasi finito invece da me ancora si deve cominciare!
un bacio ;)

simonchio ha detto...

abbiamo capito che sei stanco e va bene, figurati.

Ma dimenticarsi di nuovo di Folgore...guarda che mi ci sono affezionato, eh
;)