mercoledì 22 ottobre 2008

Epistolario privato

Il mio amico Manfred, uomo saggio e dunque comprensivo verso le altrui debolezze, mi perdonerà se pubblico integralmente la lettera che mi ha inviato ieri dopo un periodo di forzato silenzio, e la risposta scritta da me. Non amo molto un simile denudarmi in pubblico; anzi, non lo amo per niente. Ma se mi incaponisco ad attribuire a questo mio blogghino una funzione, diciamo così, psicoterapeutica, sono quasi costretto a farlo.
In primis, per non continuare a tenermi dentro la tristezza di questo periodo, e per non farne carico al solo, incolpevole Manfred;
in secundis, per fissare in qualche modo un momento non facile della mia esistenza : nella speranza di poterne ridere, un giorno, e di non doverlo rimpiangere.



From: Manfred To: Gan
"Oggi, dopo dieci giorni (dieci!), sono tornato a leggere il tuo blog. Ok, forse poco te ne cale (o forse...no). Ma tra un impegno e l'altro, tra un ospite e una connessione che continua a far le bizze (sono relegato a venti centimetri dal rooter -si scriverà così- per fare in modo che il pc rilevi la linea), non ho avuto modo di connettermi, se non per brevi sbirciate alle notizie, e al materiale per le lezioni.
Ho trovato molte cose interessanti, come di consueto. E, soprattutto, ho ritrovato, seppure in salsa ironica, una canzone di Battiato. Ne adoro le versioni live, in chiave acustica e "tranquille". A volte mi commuove quasi, quel testo. Sono un po' malinconico, stasera, no?
Come stai? Agenda degli impegni fitta, mi pare di aver capito; ma tu?
Ti abbraccio. Ogni tanto mi ricordo che sei una persona speciale."

From: Gan To: Manfred

"La chiusa della tua lettera mi ha fatto arrossire, in un primo tempo; poi, pensando a quanto sono "speciale", è partita una risata cattiva.
Il testo di Battiato mi fa venire il groppo in gola ogni volta che lo leggo, troppi i rimandi al mio presente.
Come sto non lo so, o meglio, preferisco non saperlo. Rassegnato, forse, e incattivito. Nostalgico, senza dubbio. Privo di slanci e di voglie. Lacrime di coccodrillo quando mi chiedo "come ho fatto a ridurmi così? Dove ho sbagliato?", e quando le risposte sono lì belle chiare ed evidenti. Insomma, non dovrei dirlo, ma non sto bene per niente; e in questo non star bene mi abbandono come un rametto di salice tranciato dal temporale e finito nel ruscello che scorre giù nella vallata.
In due giorni sono partiti entrambi gli impianti frigoriferi della cantina. Una batosta non indifferente, e foriera di nuove difficoltà economiche e logistiche. In altri tempi avrei dato di matto: ora mi sorprende che non me ne freghi praticamente nulla. Di là ci sono gli impiantisti intenti a sistemare le nuove macchine.
Da un po' di tempo in qua sto bevendo più del necessario: non arrivo ad ubriacarmi, ma non va bene lo stesso.
Ti sei mai sentito intirizzito nel cuore? Ecco, più o meno è quel che provo in questi giorni.
Fatti sentire, appena puoi. Leggerti, e pensarti, è come arrivare in una radura."

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Forse non dovrei scrivere questo risposta, perchè è una conversazione personale, intima, e "sentita". Mi sento un intrusa, e non capisco perchè continuo a scrivere, ma voglio dire la mia.
Scrivetevi, vi imploro. Fa bene ad entrambi, e le spalle forti dell'uno saranno la roccia dell'altro.
Vi abbraccio...

ARSenico

Gan ha detto...

Ars, grazie per l'intervento che apprezzo molto. Si, indubbiamente l'amicizia e l'affetto che ho per Manfred sono talmente "rocciosi" da costituire per me un approdo sicuro anche se non sempre raggiungibile con facilità. Ma è colpa della navigazione, non dell'approdo.
Un abbraccio anche a te, mia cara.

Anonimo ha detto...

si, è la navigazione il reale problema.
Ma faccio il tifo per un mondo migliore. Per un presente migliore. Per un futuro accettabile e un passato bello da ricordare. Ci stai? Questo "ottimismo" così palesemente infantile, non si addice all'atmosfera creata dal tuo toccante post. Ti abbraccio nuovamente e ti auguro buonanotte....
ps: apprezzo tantissimo il vostro rapporto epistolare. ok l'ho detto. La delicatezza, la semplicità, l'armonia e famigliarità che spigionate, mi commuovono...
ARSenico

simonchio ha detto...

bel dilemma:
l'amore "roccioso" è pieno, dà soddisfazioni ma ci distrugge piano piano in una dipendenza dell'altro poco salutare per la nostra soggettività; l'amore "foglie al vento" ci preserva l'animo, ma svanisce dopo pochi attimi di vana gioia lasciandoci insoddisfatti, desiderosi e alla ricerca dell'amre "roccioso" che ci distruggerà.

In ogni caso si soffre. Indipendentemente dalle lacrime di coccodrillo, dalle domande che ci siamo fatti e dalle risposte che non vogliamo darci.

La nostra condizione (quelli che amano o vorrebbero) è misera.

Omoeros ha detto...

Bellissimo il rapporto che vi lega. Non so se siate amici "reali" o "virtuali", ma vi auguro di non perdere mai questa bellissima confidenza.

Gan ha detto...

Caro Simo, condivido e sottoscrivo totalmente quanto hai scritto. Però, per dovere di cronaca, devo chiarire che Manfred non è il mio fidanzato: è un uomo eccezionale e l'amico più caro che ho. E' vero, anche l'amicizia è una forma d'amore, e anch'essa crea dipendenza quando è "rocciosa": ma è una dipendenza buona che non nuoce alla nostra soggettività, anzi la rafforza. E che non fa soffrire.

Gan ha detto...

@ Omoeros: premesso che ritengo l'amicizia "virtuale" valida ed importante come quella "reale", l'affetto per Manfred è di quelli fondati su basi estremamente concrete, fatte di esperienze vissute insieme. Oltre allo spirito anche il tatto, la materia, le risate, i sorrisi, le lacrime; oltre all'aria, anche la terra, l'acqua ed il fuoco.

Asa_Ashel ha detto...

Qualche anno fa ho avuto un periodo depressivo tremendo , la vita spicciola continuava ovviamente con tutte le sue abitudini , ma io mi sentivo come bloccato dentro , e ho avuto l'esigenza fortissima di allontanarmi un po' da tutti .
La cosa ha pesato molto al mio migliore amico , ma ha capito che in quel momento dovevo procedere da solo .
Non lo ringrazierò mai abbastanza per questo , perchè quando stai male di tuo non puoi sopportare anche il dolore delle persone che ami e che stanno male per te .
Anch'io ho tenuto in quel periodo un filo che ci univa ,fatto di lunghe lettere, brevi sms e qualche rara uscita , senza domande e senza risposte , senza silenzi per non mentire , senza bugie che inventano un'altra vita .
Poi ritrovarsi è stato naturale , sapevamo entrambi che per l'altro ci saremmo sempre stati : forse anche questa è una delle qualità dell'amicizia .


OT-come hai fatto a modificare la finestra dei commenti ?

Gan ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Gan ha detto...

@ Asa: non lo so, la finestra ha fatto tutto da sola. Però la preferivo com'era prima.

Gan ha detto...

@ Asa: ok, ho appena scoperto che dalla pagina di accesso a Blogger basta andare in "impostazioni", poi scegliere "commenti" e selezionare l'opzione "pop-up" o quella di "commenti inglobati al fondo del post". Ma ancora non so come diavolo abbia fatto a cambiarsi spontaneamente.

simonchio ha detto...

oooooops

vabbè, allora diciamo che ho sproloquiato così, tanto per...

:)

ps. se posso permettermi, l'opzione finestrella non mi piace un gran che. A me piacciono le cose un pò più ariose, tipo openspace: questa da un pò di sgabuzzino.

Gan ha detto...

@ Simo: però la finestrella la puoi ingrandire a tuo piacimento, anche a tutta pagina se vuoi. Nell'altra opzione non si vedono le fotine dei commentatori, e la cosa mi sa di male. Ad esempio, non avrei l'occasione di vedere almeno di tanto in tanto la mia adorata miss Marple.

Rosa ha detto...

"Intirizzito nel cuore" è una espressione meravigliosa, anche se racchiude in questa bellissima forma tanta tristezza...
(segue mail, perchè il commento si è trasformato in una specie di stream of consciousness infinito..)

Lovestoned ha detto...

Ciao Gan... scus se ultimamente mi faccio vivo poco, ma il lavoro mi assorbe più di quello che avrei immaginato... è un assorbire positivo, in quanto sono MOLTO ontento di quello che sto facendo, ma è pur sempre UN ASSORBIRE... dopotutto, l'orologio non fa distinzione tra passatempi buoni e cattivi, giusto?

Sono tornato qui dopo diversi giorni ed ho letto che ti senti così giù, e devo dire che mi è dispiaciuto quasi come se stesse accadendo a me... però mi solleva il sapere che tu abbia almeno qualcuno che gode della tua fiducia a cui poterti appoggiare!!! non è poco, e non tutti se lo possono permettere... quini sono contento che tu possa farlo, e spero avvero che le cose migliorino!

Ti sono vicino spiritualmente (perchè fiscamente... sono qua!!) però sappi che puoi contare anche su di me!!!!

Un abbraccio