lunedì 16 febbraio 2009

Poi non ne parlo più, giuro


Torno sull'argomento solo perché ho visto questa bella vignetta. E' stato pubblicato il testo integrale della famigerata canzone, che conferma quanto anticipato e largamente annunciato negli ultimi mesi. Si tratta di un vero manifesto ratzi-nicolosiano redatto con toni dimessi e piagnucolosi, ma con spietata protervia e calcolatissima astuzia; l'una e l'altra occultate e mascherate in extremis con quella frase messa lì a fare da foglia di fico: "nessuna malattia, nessuna guarigione". Vabbè, il cantautore arrivato alla frutta avrà pensato di assicurarsi in questo modo una vecchiaia serena, fra un'esibizione in sala Nervi, un concerto al Family Day e una comparsata alla tombola benefica organizzata dalla parrocchia del Divino Amore; dal fondo del barile, del resto, non avrebbe potuto grattare niente di meglio. C'è da complimentarsi per la tempistica e per l'avvedutezza. Ciò che invece continua a colpirmi, e ad impressionarmi, è la mobilitazione appassionata ed esagitata di quanti sostengono a spada tratta la "libertà d'espressione" che secondo loro un Paese civile deve garantire a tutti, dal negazionista Williamson giù giù fino ai leaders politici che invitano ad usare la bandiera nazionale al posto della carta igienica. Ecco, mi piace immaginare le reazioni di questi paladini della Libertà se Povia avesse cantato "Luca era etero": la storia di un ragazzo nato e cresciuto in una famiglia perfetta, che si sposa senza amore spinto dagli obblighi sociali, che vive per anni oppresso dal disagio di una realtà in cui fa sempre più fatica ad identificarsi, e che infine l'amore lo trova, assieme alla serenità, alla realizzazione di se stesso e alla felicità, fra le braccia di un altro uomo. Ecco, mi piace immaginare le reazioni di Luca Volonté, del Moige, dei cardinali Bagnasco, Bertone e Tonini, della Mussolini, della Binetti; le interrogazioni parlamentari, le messe riparatrici, le manifestazioni davanti all'Ariston organizzate dal Movimento per la Famiglia e da Savino Pezzotta, i pensosi editoriali su "Avvenire" e quelli furiosi de "Il Foglio", le parole preoccupate del santo Padre all'Angelus domenicale sparate in apertura dei sei telegiornali nazionali...

5 commenti:

Anonimo ha detto...

E apprendo ora da "La Stampa" che ne ricaveranno pure un libro ed un film...
LVM

Gan ha detto...

Immagino da dove arriveranno i soldi. Se il protagonista sarà Massimiliano Varrese magari vado a vederlo.
(Scherzooooo!!!)

Antonio ha detto...

Come disse forzuto: Io oooodio Povia

Rosa ha detto...

Che pena!

marcoboccaccio ha detto...

è un po' come la faccenda degli ateobus. dire che dio non esiste offenderebbe i credenti. ma dire che dio esiste (e fa tante altre cose: guarisce i froci, fa partorire le donne in coma, per dirne due) e soprattutto obbligare noi atei a vivere sotto l'amparo dei crocifissi a scuola, in tribunale, e in ogni luogo, non offende.